sabato 9 aprile 2011

IL NOSTRO TEMPO è ADESSO - Il comunicato di adesione di Giovani Democratici di Basilicata e Studenti progressisti -

I Giovani Democratici di Basilicata e Studenti progressisti – Club dello Sperma Fortunato aderiscono alla mobilitazione sui temi del lavoro precario "Il nostro tempo è adesso" indetta per le giornate dell'8 e del 9 Aprile. Nell'Italia delle riforme annunciate, del conflitto istituzionale, del dibattito pubblico assorbito dalle vicende giudiziarie del Presidente del Consiglio, noi pensiamo che la politica debba riportare al centro il problema del lavoro e la crescita del sistema produttivo. Negli ultimi mesi siamo stati tra i soggetti più attenti alle vicende sindacali degli stabilmenti Fiat di Pomigliano d'Arco e Mirafiori con giornate di riflessione culminate in "Eurogeneration Progress in Work" e di mobilitazione diretta di fronte ai cancelli della Fiat Sata di Melfi. Oggi, con la piena adesione all'appello "Il nostro tempo è adesso", torniamo sui temi della disoccupazione e del precariato giovanile. Sono le condizioni più nette della nostra presenza in questo tempo, la descrizioni più reali e pertinenti della nostra generazione.Ma le circonda un contesto di sostanziale indifferenza, come un problema secondario, accessorio, un prodotto di circostanza, tra l'ininfluente e l'indegno, nelle necessità della nuova economia. Senza paragoni con altri paesi Europei, l'Italia è una realtà dove su tre giovani tra i diciotto e i trentacinque anni soltanto uno di essi può coltivare la prospettiva di un lavoro stabile, adeguato alle proprie competenze e ben retribuito, versando gli altri due in condizione di disoccupazione o impiego a termine. C'è un'analogia, tra i risultati dell'economia "troppo a debito" e le cifre del lavoro "troppo a termine": pesa, in entrambi i casi, un arretramento della politica di fronte alla prospettiva di esercitare una funzione regolativa, di governo e controllo, che tenga in equilibrio flessibilità e concorrenza con misure di garanzia sociale. 
Ma nell'Europa che raccoglie la sfida di regolare l'economia del "debito", l'Italia è un paese in cui continua a restare inevasa l'urgenza di porre rimedio alle disfunzioni del lavoro "a termine", una condizione che non conosce confini di categoria professionale e si espande senza controllo dai precari delle università a quelli delle fabbriche, mentre alza la testa un antico vizio di mobilità sociale: l'irrigidirsi dei percorsi individuali ancorati al ceto economico di provenienza.
Per queste ragioni, l'8 e il 9 Aprile parteciperemo all' appello contro il precariato chiedendo che anche in Basilicata possa svilupparsi una riflessione più completa sui questi temi. In particolare, che le misure formative varate negli ultimi mesi dall'amministrazione regionale siano accompagnate da un piano di rilancio del sistema produttivo in cui possano essere gradualmente assorbite le competenze maturate durante il percorso formativo e che la programmazione dei futuri investimenti venga fatta tenendo conto di questa precisa priorità. La Basilicata è tra le regioni del Mezzogiorno con il più alto tasso annuo di laureati, ma il 30% di disoccupazione giovanile costringe cospicua parte dei quali a non vedere in questa regione il proprio futuro. E' in questo modo che si disperde un'energia ben più preziosa del petrolio o del nostro patrimonio culturale e paesaggistico, imprescindibile per rendere anche questa terra un luogo in cui ogni giovane lucano sia libero di ottenere un'istruzione moderna e spendibile nel contesto produttivo locale, libero di avere fiducia nella pubblica amministrazione per l'avvio di una nuova attività e libero di pensare ad una casa, una famiglia e ad una vita nei nostri comuni.


GIOVANI DEMOCRATICI DI BASILICATA
STUDENTI PROGRESSISTI – CLUB DELLO SPERMA FORTUNATO

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